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NEWS![]() MUSICOLOGIA COME PRETESTO Scritti in memoria di Emilia Zanetti a cura di Tiziana Affortunato Un crudele scherzo
del destino ha impedito, per pochi mesi, a Emilia Zanetti di poter
godere della soddisfazione che un volume di studi a lei dedicato le
avrebbe certo fornito. Un omaggio, quello predisposto per festeggiarla
e che diviene ora ‘alla memoria’, che era forse
l’unico possibile e pertinente alla figura e ad un
personaggio votato alla ricerca e che tra i libri ha passato la sua
vita ed è stata, come direttrice della Biblioteca del
Conservatorio di Santa Cecilia, un punto di riferimento per tutti gli
studiosi. Chi, come il sottoscritto, ha passato anni frequentando
quella biblioteca, non può non aver impresso nella memoria
il carattere rude di Emilia. Rude, ma anche aperto ai consigli e alla
collaborazione con i ricercatori e gli studenti. In un ruolo non facile
e in una biblioteca con fondi di diversissima provenienza e di
grandissimo rilievo come quella romana, i lunghi anni della sua
direzione hanno lasciato un’impronta indelebile. [...] siamo
in molti a ricordarla con affetto e a doverle essere grati e a
sottoscrivere idealmente questo omaggio, frutto della ricerca dei tanti
studiosi che hanno goduto del suo prezioso aiuto.
[Dalla Premessa di Bruno Cagli] Emilia Zanetti era nata a Firenze il 4 dicembre 1915. Dopo essersi diplomata in pianoforte al Conservatorio "G. Rossini" di Pesaro, negli anni 1939-42 ha seguito i corsi di perfezionamento tenuti da Alfredo Casella all'Accademia Musicale Chigiana di Siena, collaborando nel contempo anche all'organizzazione artistica delle prime edizioni delle Settimane Musicali Senesi. Ha insegnato Storia della Musica al Conservatorio di Torino e all'Accademia Musicale del Foro Italico a Roma. Ha diretto per molti anni la Biblioteca del Conservatorio di Musica "Santa Cecilia" di Roma, succedendo nella carica al Prof. Nino Pirrotta. Dal 1948 al '61 ha tenuto la rubrica musicale su «La fiera letteraria» e per alcuni anni, fino al 1957, ha collaborato alla redazione dell'Enciclopedia dello Spettacolo, fondata da Silvio d'Amico. Negli anni 1948-56 ha diretto l'Ufficio Stampa del Festival di Venezia e dal 1958 al '61 quello del Festival dei Due Mondi di Spoleto presieduto da Giancarlo Menotti. Dal 1979 è stata insignita del titolo di membro effettivo dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Ha scritto numerosi saggi e articoli sulle più importanti riviste musicali italiane e internazionali. E' morta il 29 gennaio 2010. Tiziana Affortunato è dottoranda in Storia, scienze e tecniche della musica presso l’Università di Roma ‘Tor Vergata’. Diplomata in pianoforte, laureata in D.A.M.S con una tesi sul teatro del Novecento ed in Musicologia e Beni Musicali con una tesi in Storia della Musica Moderna, ha già al suo attivo diverse pubblicazioni, in particolare sulla musica vocale del Seicento. Ha collaborato con la Fondazione Accademia Nazionale di Santa Cecilia e con l’Accademia Filarmonica Romana. Collabora con la «Nuova Rivista Musicale Italiana». CENTRO STUDI SULL’ARS NOVA ITALIANA DEL TRECENTO – CERTALDO (FI)
FONDAZIONE UGO E OLGA LEVI onlus – VENEZIA MUSIKWISSENSCHAFTLICHES INSTITUT - UNIVERSITÄT BASEL Corsi di studi sull’Ars Nova Italiana del Trecento Certaldo, 28 giugno - 2 luglio 2011 Direttore dei corsi: Agostino Ziino Docenti: Lucia Boscolo, Francesco Facchin, Marco Gozzi, Antonio Lovato, John Nádas, Matteo Nanni, Luisa Nardini, Cesarino Ruini, Francesco Zimei Argomenti dei corsi: Le fonti e la tradizione manoscritta; la trattatistica musicale; la notazione mensurale del Trecento; le forme poetico-musicali italiane: ballata, caccia, madrigale; le forme e i repertori liturgico-musicali I corsi avranno luogo nella chiesa sconsacrata di Palazzo Pretorio (ex dei ss. Tommaso e Prospero) di Certaldo Alto. Per ulteriori informazioni rivolgersi al seguente e-mail: md1339@mclink.it > Locandina PDF I LIUTAI TEDESCHI A NAPOLI TRA CINQUE E SEICENTO STORIA DI UNA MIGRAZIONE IN SENSO CONTRARIO di Luigi Sisto La grande
migrazione dei liutai
tedeschi verso le città della Penisola italiana, cominciata
tra
Medioevo ed età moderna, ha affascinato storici della musica
ed
organologi insieme a studiosi di ambiti disciplinari diversi. In questo volume si presenta per la prima volta un’analisi del fenomeno migratorio verso Napoli, ripercorrendo gli itinerari dell’apprendistato di artigiani costretti all’espatrio dai vincoli statutari della più antica corporazione liutaria d’Europa, quella di Füssen, risalente al 1562. Cominciato per molti in tenera età e condotto presso le botteghe di liutai attivi nelle diverse città italiane, sedi delle più rappresentative comunità di connazionali (Venezia, Padova, Firenze, Roma), le loro tappe sono testimoniate dalle dichiarazioni degli stessi liutai, riportate alla luce attraverso lo spoglio di un considerevole numero di documenti d’archivio. La ricerca condotta apre uno spaccato sul sistema produttivo liutario, offre un’analisi dei costi di produzione e vendita, delle dinamiche della distribuzione delle materie prime utili alla realizzazione degli strumenti musicali da loro prodotti. Lo studio fa luce sulle particolarità e la caratterizzazione dell’insediamento sul territorio cittadino, sugli aspetti legati alla gestione delle attività, sulle scelte dettate dalla committenza e dal mercato. L’attività dei liutai tedeschi a Napoli viene ricostruita attraverso la precisa identificazione delle botteghe, dei costi di locazione, delle frequentazioni sociali, specie quelle religiose vissute nell’ambito della confraternita di Santa Maria dell’Anima. Ampio spazio è dedicato alla committenza liutaria e all’intreccio delle vicende dei liutai tedeschi con quelle dei più celebri pittori e musici attivi nella Napoli del tempo. Il testo non manca di trattare un aspetto a dir poco affascinante, l’inusuale, contemporanea attività di liutai e musici di origine bavarese attivi a Napoli anche nel ruolo di alabardieri al servizio della Guardia vicereale. Il lavoro si completa con la presentazione di circa ottanta voci biografiche di dizionario, in gran parte inedite. Il volume è corredato, inoltre, di un CD-ROM contenente la trascrizione dei documenti d’archivio consultati e una parziale presentazione di immagini degli stessi. > Locandina PDF ![]() GIUSEPPE OTTAVIO PITONI LA MUSICA DEL SUO TEMPO a cura di Gaetano Stella Atti del convegno internazionale di studi Rieti, 28-29 aprile 2008 20,80 euro INDICE: Prefazione di Tito Cheli Rieti e la rinascita di Pitoni nel secondo ‘900 di Arturo Sacchetti AGOSTINO ZIINO Istanze Estetiche e coscienza storica nella Notitiadi Giuseppe Ottavio Pitoni SIEGFRIED GMEINWIESER Giuseppe Ottavio Pitoni reatino - rappresentante della musica liturgica romana nel contesto europeo NOEL O’REGAN Karl Proske’s Musica Divinaand the Popularity of Giuseppe Ottavio Pitoni’s Cantate Dominoand Laudate Dominum ARMANDO CARIDEO La Guida armonica di G. O. Pitoni, testimone «informato» nel passaggio tra «lo stile degli antichi» e «gli stili dei moderni e modernissimi KLAUS FISCHER Osservazioni sul significato dell’opera musicale di Giuseppe Ottavio Pitoni per la musica liturgica del primo Settecento con speciale riguardo alle opere policorali SAVERIO FRANCHI Appunti per una biografia di Giuseppe Ottavio Pitoni MARCO GOZZI Laurence Feininger e Pitoni GIANCARLO ROSTIROLLA Giuseppe Ottavio Pitoni «Maestro dei Maestri» nella Roma dei Papi GUNNAR WIEGAND Zur Datierung und Rezeption der Kompositionen Niccolò Jommellis für St. Peter in Rom GAETANO STELLA I tre salmi a 16 voci di Giuseppe Ottavio Pitoni: una proposta di analisi per la musica policorale FLORIAN BASSANI GRAMPP Rari esempi di musica policorale nella Roma pitoniana: i quattro mottetti di Girolamo Chiti per la visita della regina Maria Amalia Wettin (1738) ELEONORA SIMI BONINI Alcune considerazioni sul testamento di Pitoni FEDERICO VIZZACCARO Tipologie stilistico-compositive nella musica sacra a Roma tra XVIIe XVIII secolo VINCENZO DI FLAVIO Giuseppe Ottvio Pitoni in patria nel biennio 1676-77 ALEKSANDRA PATALAS Unknown Compositions by G. O. Pitoni in the Music Materials Collection of the Cathedral Chapel Archive in Kraków
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