Pasquale Anfossi – La morte di san Filippo Neri

a cura di Luca Incerti (2024)

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La produzione di Pasquale Anfossi (1727-1797) rappresenta un capitolo di particolare interesse nell’evoluzione musicale del Settecento, non soltanto per le sue singolari caratteristiche, ma anche per quello che il compositore riesce a palesare relativamente ai principali cambiamenti innovativi propri di quel momento storico. Il compositore ligure si distinse sia in ambito operistico che nel genere sacro, manifestando una grande versatilità che pochi altri musicisti dell’epoca seppero eguagliare. Le sue opere, infatti, sia profane che sacre, costituiscono una sorta di ponte tra due mondi apparentemente distanti, ma che si intrecciano e si contaminano, raggiungendo soluzioni artistiche assai originali, confluite nelle trasformazioni stilistiche e strutturali della musica europea nel corso del XVIII secolo.

Proprio in tale contesto La morte di san Filippo Neri – oratorio in due parti per quattro voci soliste, coro di voci bianche, coro e orchestra – occupa un posto di particolare rilievo, non solo per l’argomento messo in musica, fondamentale nella spiritualità romana dell’epoca e nel ruolo dei padri filippini, ma anche per le scelte formali e compositive adottate. Composta nel 1796, un anno prima della morte di Anfossi, tale opera sembra avere un ruolo di sintesi delle scelte del musicista, in cui si fondono esperienza, maturità artistica e un profondo senso del sacro.

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